contratto solenne ETERNO

King Saudi Arabia -- this is YOUR sharia nazi Bildenberg, UNDER EGIDA: ONU Amnesty 322, NWO, love UMMA worldwide caliPHate nazi, aRAB lEAGUE, and kill Israel dhimmi slaves ! ] Nigeria: nuovo attacco Boko Haram, almeno 39 morti. La strage é avvenuta in un villaggio nel nord-est del Paese, Mainok. 02 marzo, 43 killed in suspected Boko Haram attack on Nigerian school . KANO (NIGERIA) - Un nuovo attacco in Nigeria, presumibilmente del gruppo integralista islamico Boko Haram, ha provocato la morte di almeno 39 persone. Lo riferiscono alcuni testimoni. La strage é avvenuta ieri sera in un villaggio nel nord-est del Paese, Mainok, contemporaneamente all'attentato che a Maiduguri ha causato 35-50 morti. In base a quanto si é appreso da testimoni, gli abitanti si stavano preparando alla preghiera della sera quando decine di uomini con indosso uniformi dell'esercito hanno attaccato il villaggio di Mainok, 50 km a ovest di Maiduguri, lanciando granate e sparando con fucili mitragliatori sulla folla. La notizia di questa seconda strage è arrivata oggi, in quanto le comunicazioni con la remota zona nord-orientale della Nigeria sono difficili.
Universal BROTHERHOOD [ King Saudi Arabia -- this is YOUR sharia nazi Bildenberg, ONU Amnesty 322, NWO, love UMMA worldwide califfate nazi, and kill Israel dhimmi slaves ! ] Muslims killed 500 Christians in Nigeria freedom religion Koran. Riproduci video. who approved the killing of Christians? with his children: he must carry the weight it! why, Christians Are Persecuted, Martyred, and Killed Worldwide!@Muslims-by when Muhammad: Been is called: "the… 00:03:16. Aggiunto il 05/02/2012. 10.158 visualizzazioni. Nuovo commento sul tuo video. Muslims killed 500 Christians in Nigeria freedom religion Koran. Edgar Gutierrez. People should watch this.
Nessuno Unius REI. quando, noi riusciremo a vedere delle notizie che non siano ideologicamente colorate in ANSA massonica bildenberg? ma, io credo in un mondo senza imperialismi.. e se, voi mi seguite tutti questo è possibile! /user/YouTube/discussion [CIA 666 NSA] -- ma, quanta paura tu hai, di fare apparire, su questa pagina il mio : /user/politicalUniusREI [ordine esecutivo 11110 Unius REI. CIA 666 tanto lo sanno tutti, che sei stato tu, insieme a Rothschild Spa FMI, ad uccidere: "John Fitzgerald Kennedy" ordine esecutivo 11110 Unius REI. [ lol. ] super super super merda di Obama GENDER‏ [ lol. ] /user/YouTube/discussion [google CIA 666 youtube NSA] [ non mi importa, se, voi chiudete per la terza volta, questa pagina.. io non so come fanno, ma, i miei ebrei mi seguiranno sempre, ovunque, io andrò! ] amen. C. S. P. B. +. Amen! Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. amen. C. S. S. M. L. +. Amen! Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce. amen. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. amen. V. R. S. +. Amen! Vadre Retro satana. Allontanati satana! amen. N. S. M. V. +. Amen! Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane amen. S. M. Q. L. +. Amen! Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo amen. I.V. B. +. Amen! Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni: DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF! IN NOMINE PATRIS, ET FILII ET SPIRITUI SANCTO +. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen! Yitzchak Kaduri, [ quando la merda di Obama GENDER, sarà entrata nella Chiesa Cattolica, cioè, la grande e definitiva apostasia: ( finirà il millenarismo ) poi, inizierà il tempo di satana e saranno momenti angosciosi.. . perché, satana sarà liberato dall'abisso per camminare sulla terra! ti giuro nel nome di Gesù: non avrò pietà per questi traditori! ] ordine esecutivo 11110 Unius REI [ open letter to Rothschild: "cosa è questa merda tua?" ] Solidarietà del Vescovo Rustenburg, con le famiglie dei lavoratori in sciopero, in Sud Africa. Con i minatori contro la piaga della USURA
ordine esecutivo 11110 Unius REI notizia del 2014-01-10 20:06:37 [ criminal satanic Obama Gender 666 ] In piazza a Roma per la famiglia e la libertà di espressione. In piazza per garantire la libertà di espressione e preservare matrimonio e famiglia. Questo sabato alle 15.30 in piazza Santi Apostoli a Roma la Manif pour tous Italia organizza una manifestazione con l'adesione di tutte le associazioni cattoliche impegnate nella difesa della famiglia e contro la proposta di legge Scalfarotto sul contrasto all'omofobia, definita una "legge bavaglio". Al microfono di Paolo Ondarza il portavoce dell'organizzazione Filippo Savarese:
R. - Noi saremo in piazza per dire che il decreto legge Scalfarotto contro l'omofobia lede questo principio - libera espressione delle opinioni -, perché sostanzialmente andrà a punire coloro i quali credono che il matrimonio sia l'unione esclusiva tra un uomo ed una donna. D. - Voi riproponete l'esperienza della Manif pour tous, il movimento francese sorto dopo l'approvazione della legge contro l'omofobia. Lì, si è verificata questa imposizione di un pensiero unico? R. - Si è verificata in toni drammatici. Manif pour tous ha per logo una famiglia stilizzata tinta di rosa. Ecco, al giorno d'oggi, chi gira in Francia, a Parigi, per la strada, con una maglietta con quel logo addosso, viene fermato dalla gendarmeria e se non si toglie la maglietta - che è considerata ormai un motivo politico - viene condotto in questura e riceve la sanzione tipica di chi manifesta senza l'autorizzazione. Questa è un'estremizzazione da contrastare e bisogna far di tutto perché in Italia non si instauri questo clima di pensiero dominante che, volendo evitare delle discriminazioni, ne crea di reali e molto peggiori.
D. - Quando lei dice: "Chi gira con questa maglietta", si riferisce ad un caso che è accaduto: una persona che girava con una maglietta rappresentante appunto questa famiglia – padre, madre con i due bambini - è stata fermata ...  R. - È possibile trovare delle cronache in Rete ...
D. - Ma, si sono verificati altri casi nel momento in cui lei dice: "Chi gira anche oggi con questa maglietta"?
R. – Sì, si sono verificati dei casi: un ragazzo è stato fermato, il papà di una famiglia che stava passeggiando per il parco è stato fermato dalla gendarmeria, la quale gli ha chiesto di togliersi questa maglietta. Ma, questa stessa immagine era stata usata da un importante istituto di credito per promuovere una polizza per le famiglie. Qui, si usava questo logo in modo neutro. Questa banca è sta accusata di comportamento omofobico. È iniziata una gogna mediatica, e la banca ha dovuto ritirare questa immagine dal proprio sito. È un po' come il "caso Barilla" in Italia. D. - È paradossale, anche perché Manif pour tous vuol dire proprio Manifestazione per tutti, cioè consentire a tutti di potersi esprimere, non imporre un pensiero unico ... R. - Perché noi crediamo che le ragioni che sosteniamo siano ragioni di natura antropologica, e la ragione umana può aderire a queste argomentazioni qualunque siano le convinzioni e le strutture politiche, religiose. Ne è la prova il fatto che moltissime persone di orientamento omosessuale condividono questa nostra posizione. All'evento parteciperà il presidente di Homovox, un'associazione di omosessuali francese, per dire che quello che sta accadendo non è espressione di un'unica comunità di omosessuali o altre categorie simili, ma è un movimento ideologico che riguarda soltanto una piccola parte.
D. – Dunque, una manifestazione laica che coinvolge tante sigle; prima citavamo Homovox, ma non sarà la sola
R. - Non sarà la sola, tant'è vero che in Francia le manifestazione erano caratterizzate dal fatto che i partecipanti brandivano non la Bibbia, ma il Codice civile che riconosceva la natura reale del matrimonio nella società. Quando noi diciamo che la famiglia è una società naturale fondata su un uomo ed una donna, non citiamo la Bibbia ma citiamo la Costituzione italiana all'articolo 29. Quindi, sicuramente le religioni, la filosofia, gli studi antropologici danno un sostegno, possono dare una comprova, ad un fatto che, però, per natura e per ragione può essere comprensibile a chiunque.
D. - Secondo quel diritto naturale che però oggi si tende a sovvertire in nome di una nuova teoria che ha tutte le caratteristiche di un'ideologia, quella del gender ...
R. - Sì, ha tutte le caratteristiche di una dittatura, perché l'aspetto più tragico dell'ideologia del gender non è tanto e non solo nei contenuti - che sono deprecabili perché negano il fatto evidente che le presone sono divise in maschi e femmine - ma soprattutto nei metodi che sono del tutto impositivi. Basti pensare che uno dei cavalli di battaglia di chi sostiene l'ideologia del gender è quella di indottrinare i giovani - i giovanissimi - fin dalle scuole dell'infanzia, addirittura, con questi nuovi concetti che non hanno alcuna base scientifica - ma solo puramente ideologica - violando il diritto veramente sacro di ogni famiglia di scegliere liberamente l'indirizzo educativo dei propri figli. Questo è tragico!
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/11/in_piazza_a_roma_per_la_famiglia_e_la_libert%C3%A0_di_espressione/it1-762980
del sito Radio Vaticana
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criminal satanic Obama Gender ] Vescovi Triveneto contro il "gender". Mons. Moraglia: differenza uomo-donna ricchezza sociale. Una posizione forte a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. In occasione della "Giornata per la vita", che ricorre domani 2 febbraio, i vescovi delle 15 diocesi del Triveneto hanno preparato una nota pastorale che sottolinea le emergenze legate alla famiglia e alla vita. Nel testo, vengono evidenziate anche le ragioni per le quali reputano "inaccettabile" l'ideologia del gender. Filippo Passantino ne ha parlato col presidente della locale Conferenza episcopale, mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia:
R. - I vescovi del Triveneto, guardando un po' a tutte le situazioni che contrastano o rendono difficile la vita, hanno anche voluto guardare la tematica educativa, prendendo spunto proprio dalla frase del Papa: "Il compito educativo è una missione chiave", perché noi riteniamo che nell'educazione si giochi il futuro della nostra società. Il cuore del documento può essere considerato la frase di Papa Francesco, anzi potremmo dire due: una, tratta dalla Lumen Fidei numero 52, dove si parla della famiglia come dell'unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio, nasce dal loro amore, nasce dal riconoscimento e dall'accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne. La seconda, tratta dall'Evangelii Gaudium, numero 66, dove si parla proprio della famiglia come della cellula fondamentale della società, luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere agli altri.
D. - Quale aspetto della teoria del gender è incompatibile con la dottrina cristiana?
R. - Quello che ha ribadito anche la Santa Sede nei colloqui di Ginevra, dove la delegazione vaticana ha parlato con il Comitato Onu per la Convenzione dei diritti del Fanciullo e dove, appunto, la delegazione della Santa Sede, per bocca dell'arcivescovo Tomasi, affermava il rifiuto di una teologia del gender, che nega di fatto il fondamento oggettivo della differenza e complementarietà dei sessi, divenendo anche fonte di confusione sul piano giuridico. Questa, potremmo dire, è un'altra luce che ha illuminato la riflessione dei vescovi del Triveneto.
D. - Un altro aspetto del documento è la necessità di affermare i termini "madre" e "padre", che in alcune occasioni, e anche in Veneto, si è cercato di cancellare…
R. - E' espressione di una sensibilità e cioè la libertà di educare da parte dei nostri genitori, che devono essere informati, che vogliono essere informati giustamente circa tutto quello che viene proposto in un progetto educativo ai loro figli. Noi vescovi ci siamo mossi proprio ritenendo quella frase dell'Evangelii Gaudium di Papa Francesco, in cui il Santo Padre dice che nessuno può esigere da noi vescovi che la religione sia relegata in sacrestia, nell'intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale e senza preoccuparci per la salute delle istituzioni e delle società civili, senza esprimerci sugli avvenimenti che interessano i cittadini. Quest'altro punto è stato per noi fondamentale, è stato per noi una riflessione importante proprio pensando di offrire qualcosa di bene alla nostra società, per un confronto e anche per guardare con più fiducia al futuro.
Ultimo aggiornamento: 1° febbraio
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/31/vescovi_triveneto_contro_il_gender._mons._moraglia:_differenza/it1-769050
del sito Radio Vaticana
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criminal satanic Obama Gender Gmos Monsanto Spa ] Ue: al voto il rapporto Lunacek per i diritti Lgbt. La protesta corre online. "Un voto che mette in discussione la credibilità del Parlamento Europeo". Così Luca Volontè, già presidente del Partito Popolare Europeo, alla vigilia del voto di oggi a Bruxelles, senza dibattito in aula, sulla relazione Lunacek per la promozione dell'agenda gay-Lgbt nelle politiche Ue. Contro il testo, che ricalca il rapporto Estrela già bocciato dall'Europarlamento, sono state già raccolte sul sito citizengo.org quasi 190mila firme. Quale il contenuto della relazione? Paolo Ondarza lo ha chiesto a Luca Volontè:
R. – E' una road-map, a livello europeo, per proteggere i cosiddetti diritti delle persone omosessuali. Si invitano i Paesi membri ad adottare un vero e proprio matrimonio tra persone dello stesso sesso, a dare libero accesso all'adozione e alla fecondazione in vitro e alla maternità surrogata per queste coppie, ad introdurre norme che possano azzerare ogni tipo di critica nei confronti non dell'omosessualità, ma della ostentazione di essa attraverso la ideologia Lgtb, da parte di tutti coloro che pensano che il dato sessuale maschio-femmina, la complementarietà maschio-femmina sia l'unica – sinora – base certa sulla quale si è evoluta la civiltà.
D. – Qualora la relazione Lunacek venisse votata, e quindi passasse, che effetti ci sarebbero?
R. – Di fatto, come tutte le risoluzioni avrebbe l'effetto di raccomandazione: certamente, ogni Paese sarà libero di adottare questa risoluzione. Tuttavia rimane un grande sconcerto per l'uso del prezioso tempo del Parlamento europeo su queste materie.
D. – Il rapporto Lunacek mira anche a dare direttive in ambito di istruzione, quindi di educazione scolastica, in ambito medico-sanitario, nell'ambito dell'informazione, di mass media …
R. – Certo: il rapporto conformerebbe quei primi tentativi, seppur molto gravi, che anche in Italia si stanno introducendo attraverso leggi-bavaglio nei confronti dell'informazione, primi tentativi di introdurre la decostruzione psicologica dei bambini attraverso l'ideologia del gender nelle scuole … E ovviamente, tutti coloro che nel nostro Paese, come in altri Paesi, hanno tentato di introdurre queste normative, avranno un elemento in più su cui fondare le proprie convinzioni e cercare di promuovere i propri privilegi.
D. – Ma c'è effettivamente bisogno di catalogare diritti specifici per una singola categoria di persone, quale può essere quella Lgbt, piuttosto che focalizzare l'attenzione sui diritti umani, in senso più generale?
R. – Non ce n'è nessuna necessità. Tutte le indagini dimostrano casi veramente numericamente poco rilevanti di violenze o discriminazioni nei confronti degli omosessuali: forse al massimo qualche decina all'anno, e nella maggior parte dei casi si usa violenza non per il fatto che la persona a cui si sia usata violenza sia omosessuale, ma per altre ragioni.
D. – Si ha proprio l'impressione che quanto sta avvenendo non risponda al sentire comune della gente, ma sia qualcosa che venga quasi imposto dall'alto …
R. – Sì, esatto: è proprio un'imposizione da parte di una lobby Lgtb fortemente finanziata – purtroppo – da alcuni governi e purtroppo anche, talvolta, attraverso alcuni progetti dalla Commissione europea, che con la scusa di voler vedere attuati i diritti umani per tutti, di fatto impongono i diritti umani privilegiati per il proprio uso e consumo e discriminano invece gli altri cittadini.
D. – Il voto sulla relazione Lunacek al Parlamento Europeo probabilmente non sarà preceduto da alcun dibattito: è così?
R. – Sì: avendo poche ragioni da dibattere nel Parlamento, coloro che promuovono questi diritti non hanno nessuna intenzione di aprire un dialogo con chiunque la pensi in maniera diversa. Devo dire che sono perplesso – come penso lo siano moltissimi cittadini europei – dal fatto che, dopo che il Parlamento europeo aveva bocciato qualche mese fa un rapporto-fotocopia di questo – il rapporto Estrela –sullo stesso argomento, riapra la possibilità di voto su un rapporto – come dicevo prima – assolutamente identico.
D. – Alla vigilia del voto, come si profila l'esito?
R. – Penso che tutti i parlamentari europei che hanno respinto il rapporto Estrela non possano fare altro che votare anche contro questo rapporto Lunacek. Confido nel recupero del buon senso anche da parte dei presentatori di questo rapporto Lunacek: spero si rendano conto che questo voto non dà nessuna credibilità al Parlamento europeo, piuttosto, continua ad aumentare il discredito che queste istituzioni già hanno nei confronti dei cittadini.
Ultimo aggiornamento: 4 febbraio
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/02/03/ue,_al_voto_il_rapporto_lunacek_per_i_diritti_lgbt._la_protesta_corre/it1-769859
del sito Radio Vaticana
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Visita ad Limina dei vescovi polacchi. Mons. Wątroba: attacco alla famiglia, il gender nelle scuole.
        Prosegue in Vaticano la visita "ad Limina" dei vescovi polacchi, un gruppo dei quali anche questo giovedì è stato ricevuto da Papa Francesco. Mercoledì hanno partecipato all'udienza generale in Piazza San Pietro. Il Papa li ha salutati pregando di portare il suo saluto ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici e a tutti i polacchi: "Assicuro la mia preghiera - ha detto - per voi e per coloro che il Signore ha affidato alla vostra cura. Pregate anche per me. Dio benedica voi e la Chiesa in Polonia!". Al centro degli incontri dei presuli con il Papa, in questi giorni, è in particolare la sirtuazione della famiglia. Al microfono di Stefano Leszczynski ce ne parla mons. Jan Franciszek Wątroba, vescovo di Rzeszów e presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, oggi in udienza dal Papa:
R. – La maggioranza dei polacchi si dichiara credente e appartenente alla Chiesa cattolica. Molti giovani afferrano che la famiglia è per loro un luogo dove possono imparare come vivere, dove apprendono i valori cristiani, dove possono sentirsi sicuri. E' strano, dunque, che ci sia un attacco per distruggere la famiglia. Ultimamente alcune associazioni hanno promosso l'ideologia gender nelle scuole. Vogliono cambiare la definizione di famiglia, distruggere l'identità di uomo e di donna. Il problema è importante, anche perché il Ministero dell'Educazione non si pronuncia contro queste pratiche. Un altro problema è la crescita del numero di giovani che convivono. Nel caso in cui nascano dei figli, questi non vengono istruiti nella fede cristiana.
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/02/06/visita_ad_limina_dei_vescovi_polacchi._mons._w%C4%85troba:_attacco_alla/it1-770067
del sito Radio Vaticana
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[ criminal king sharia Saudi Arabia nazi imperialism pharisees Illuminati agenda, fr kill Israel ] 2014-03-08 AFRICA/CENTRAFRICA - "La piattaforma dei religiosi per la pace" negli USA per patrocinare la causa del loro Paese
2014-03-05 AFRICA/CENTRAFRICA - "Se vogliamo la pace, bisogna essere imparziali e condannare tutte le violenze" afferma l'Imam di Bangui
2014-02-26 AFRICA/REP.CENTROAFRICANA - Il lavoro all'università di Bangui continua, nonostante il caos
2014-02-24 AFRICA/CENTRAFRICA - "Via gli infiltrati armati da chiese e moschee": appello dell'Arcivescovo e dell'Iman di Bangui
2014-02-22 AFRICA/REP. CENTRAFRICANA - I gruppi armati occupano le scuole coinvolgendo i bambini nei conflitti
2014-02-18 AFRICA/CENTRAFRICA - "Gli Anti Balaka stanno facendo più danni della Seleka" afferma un missionario
2014-02-14 AFRICA/CENTRAFRICA - "Dio c'è e Dio sa": i significati augurali dei nomi del Premier e dell'Arcivescovo di Bangui, spiegati da un missionario
2014-02-13 AFRICA/CENTRAFRICA - "Non è cristiano chi uccide e caccia il proprio fratello" afferma l'Arcivescovo di Bangui
2014-02-10 AFRICA/CENTRAFRICA - "Non trascinate la religione nel conflitto politico": appello dei leader religiosi
2014-02-07 AFRICA/CENTRAFRICA - "Cristiani e musulmani: lo stesso sangue, la stessa lingua, lo stesso Paese"
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2014-03-05 [ criminal king sharia Saudi Arabia nazi imperialism ] AFRICA/CENTRAL AFRICA - Imam of Bangui: "If we want peace, we must be impartial and condemn all forms of violence" Bangui (Agenzia Fides) - "We cannot ignore what Seleka has done, and provoked today's anti-Muslim reactions", said the Imam of Bangui, Oumar Kobine Layama in an interview with metronews.fr, stating that "some Imams present the situation in the Central African Republic with a partial view; they only denounce the violence of Christians against Muslims, without mentioniong what Seleka has done. (..) When they were in power, they were not able to handle the situation in the Country, they looted and committed violence. If the Central African Muslims had not opted for complicit silence, all this would not have lasted more than a month. If we want peace, we must be impartial and condemn all forms of violence".
Seleka is a coalition of rebel groups, mostly composed of Muslims, who had seized power in Central Africa in March 2013 and then were thrown out by Anti Balaka groups, often described as Christians (although the history of these groups is more complex, see Fides 27/01/2014 ). The Anti Balaka were responsible, in turn, of crimes against Muslims, but also of Christians.
Imam Kobine reiterated that the Central African crisis is "political and military, not religious". "No religious leader in the Country has launched an appeal regarding religious clash: the proof is that we live together", added the Imam, who together with the Catholic Archbishop of Bangui continues to launch appeals for peace and to visit the displaced. (L.M.) (Agenzia Fides 05/03/2014)
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2014-02-10 [ criminal king sharia Saudi Arabia nazi imperialism ] AFRICA/CENTRAFRICA - "Non trascinate la religione nel conflitto politico": appello dei leader religiosi. Bangui (Agenzia Fides) - "Non vogliamo che la religione sia trascinata in un conflitto che è puramente politico". È quanto hanno affermato i principali leader religiosi della Repubblica Centrafricana (Sua Ecc. Mons. Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui; il Pastore Nicolas Guerékoyame Gbangou, Presidente delle Chiese Evangeliche, e l'Imam Oumar Kobine Layama, Presidente della Comunità islamica centrafricana), in una conferenza stampa tenuta il 7 febbraio.
Secondo Mons. Nzapalainga "i politici vogliono imporre una guerra religiosa ad un popolo che ha sempre vissuto in armonia", ricordando che in Centrafrica l'80% della popolazione è cristiana, il 10% musulmana e il 10% animista. "Non c'è alcun motivo di trascinare la religione in un conflitto puramente politico" ha aggiunto l'Imam Oumar Kobine Layama.
I leader religiosi hanno inoltre denunciato le interferenze straniere in Centrafrica, che hanno contribuito a trascinare il Paese nella più grave crisi della sua storia, ed hanno invitato, come dice il pastore Guerékoyame Gbangou, a lasciar agire "il Parlamento provvisorio, le forze vive della nazione, la comunità internazionale. Presto si troverà la soluzione".
La situazione in Centrafrica rimane comunque caotica. Domenica 9 febbraio a Bangui almeno 11 persone sono state uccise nel corso di violenti saccheggi in alcuni quartieri della capitale. Tra le persone assassinate c'è anche un parlamentare, Jean-Emmanuel Ndjaroua, che aveva denunciato le violenze contro i musulmani. (L.M.) (Agenzia Fides 10/2/2014)
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2014-02-24 [ criminal king sharia Saudi Arabia nazi imperialism ] aFRICA/CENTRAFRICA - "Via gli infiltrati armati da chiese e moschee": appello dell'Arcivescovo e dell'Iman di Bangui (Agenzia Fides) - Occorre disarmare gli "infiltrati" nelle chiese e nelle moschee per neutralizzare i miliziani e i saccheggiatori che terrorizzano il Paese. È l'appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Dieudonné Nzapalainga e da Oumar Kobine Layama, rispettivamente Arcivescovo e Imam di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides. "Che tutti i nostri fratelli che hanno delle armi le consegnino. I militari devono disarmare tutti, nelle chiese e nelle moschee. Troppi centrafricani hanno armi, musulmani e cristiani. Le armi non hanno fatto una scelta di campo" ha affermato Mons. Nzapalainga.
"Ci sono persone che si infiltrano con le armi nei luoghi di culto, comprese le moschee" gli ha fatto eco l'Imam, lanciando un appello a sostenere le operazioni di disarmo delle forze internazionali, inviate nella Repubblica Centrafricana per aiutare le autorità locali a contenere le violenze. Dopo la cacciata dal potere dei ribelli Seleka, le cosiddette milizie Anti balaka (sotto la cui denominazione vi sono gruppi eterogenei, in diversi casi si tratta di banditi e criminali) hanno scatenato la caccia contro i musulmani, con l'accusa di essere stati complici dei Seleka. I saccheggi hanno ridotto il Paese allo stremo. In un incontro con il Consigliere dell'Ambasciata dell'Ordine di Malta, p. Elkana Ndawatchi, rappresentante dell'Arcidiocesi di Bangui, ha citato un rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, risalente al maggio 2013, secondo il quale su 117 strutture sanitarie visitate nelle zone più colpite dal conflitto, 49 ospedali e centri sanitari sono stati distrutti, mentre l'80% del personale sanitario aveva dovuto abbandonare le aree interne del Paese. a"A Bangui - ha aggiunto il sacerdote - su 24 strutture sanitarie solo 17 sono in grado di funzionare, delle quali 9 sono centri sanitari cattolici. Mentre su 4 ospedali di livello secondario e terziario solo 3 offrono ancora alcuni servizi". Il rappresentate dell'Ordine di Malta ha consegnato alla Chiesa locale 5 milioni di Franchi CFA destinatati ai centri sanitari cattolici ed ha informato che ulteriori aiuti in medicinali sono bloccati nel porto di Douala (Camerun) a causa dell'insicurezza del collegamento stradale tra i due Paesi. (L.M.) (Agenzia Fides 24/2/2014)        
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AFRICA/CENTRAFRICA [ criminal king sharia Saudi Arabia nazi ] "Se vogliamo la pace, bisogna essere imparziali e condannare tutte le violenze" afferma l'Imam di Bangui. Bangui (Agenzia Fides) - "Non possiamo ignorare quello che la Seleka ha fatto, e che ha suscitato le odierne reazioni antimusulmane" ha affermato in un'intervista a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, precisando che "alcuni Imam presentano la situazione nella Repubblica Centrafricana con una visione parziale; denunciano solo le violenze dei cristiani contro i musulmani, senza parlare di quello che la Seleka, ha fatto. (..) Quando erano al potere, non hanno saputo gestire il Paese, hanno saccheggiato e commesso violenze. Se i musulmani centrafricani non avessero optato per un silenzio complice, tutto questo non sarebbe durato più di un mese. Se vogliamo la pace, bisogna essere imparziali e condannare tutte le violenze". La Seleka è la coalizione dei gruppi ribelli, in gran parte composta da musulmani, che aveva preso il potere in Centrafrica nel marzo 2013 per poi essere cacciata dai gruppi degli Anti balaka, sovente descritti come composti da cristiani (anche se la storia di questi gruppi è più complessa, vedi Fides 27/1/2014). Gli Anti balaka si sono resi responsabili, a loro volta, di crimini contro i musulmani, ma pure dei cristiani che hanno preso le loro difese. L'Imam Kobine ha ribadito che la crisi centrafricana è "politica e militare, non religiosa", ricordando che alla testa di Seleka, "non c'è nessun Imam" come pure alla guida degli Anti balaka non ci sono preti o pastori. "Nessun responsabile religioso del Paese ha lanciato appelli allo scontro religioso: la prova è che viviamo insieme" ha aggiunto l'Imam, che insieme all'Arcivescovo cattolico di Bangui continua a lanciare appelli alla pace e a visitare gli sfollati. L'Imam infine respinge i tentativi dei gruppi islamisti stranieri come AQMI (Al Qaida nel Maghreb Islamico) e il nigeriano Boko Haram di inserirsi nella crisi centrafricana per, asseriscono loro, "vendicare i musulmani". "Se la situazione di insicurezza perdura e le frontiere rimangono porose, temiamo che possano venire in Centrafrica" ha detto l'Imam. "Ma non abbiamo nulla a che fare con loro. Promettono di vendicare i musulmani, ma di cosa stiamo parlando? Noi musulmani non chiediamo vendetta. Dio ci raccomanda di essere attori di pace. E tutti i cristiani locali non sono impegnati contro i musulmani, anzi alcuni li proteggono in diverse parrocchie del Paese". (L.M.) (Agenzia Fides 5/3/2014)
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2014-03-08 [ criminal king sharia Saudi Arabia nazi ] AFRICA/CENTRAFRICA - "La piattaforma dei religiosi per la pace" negli USA per patrocinare la causa del loro Paese. Bangui (Agenzia Fides) - Sua Ecc. Mons. Dieudonné Nzapalainga e da Oumar Kobine Layama, rispettivamente Arcivescovo e Imam di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, partono oggi per gli Stati Uniti per cercare di sostenere la causa del loro Paese, sconvolto dalla più grave crisi della sua storia. Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, a loro si unirà il Pastore Nicolas Grékoyamé-Gbangou, Presidente delle Chiese Evangeliche, proveniente dall'Arabia Saudita dove illustrato alle autorità locali la situazione centrafricana. I tre leader religiosi hanno creato la "piattaforma dei religiosi per la pace", una struttura molto attiva nel cercare di riportare la pace in Centrafrica e nella ricerca di aiuti internazionali per il martoriato Paese.
Prima di partire per gli Stati Uniti, Mons. Nzapalainga e l'Imam Kobine hanno visitato insieme Bossangoa e a Bozoum nel nord del Paese, per lanciare un messaggio di pace e speranza alle popolazioni così duramente provate dalla violenze dei ribelli Seleka e delle vendette dei gruppi anti balaka. Il viaggio dei tre leader religiosi negli Stati Uniti avviene mentre al Palazzo di Vetro dell'ONU si dibatte sulla possibilità di inviare in Centrafrica una missione delle Nazioni Unite per stabilizzare il Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2014)
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[ criminal king sharia Saudi Arabia nazi ] Libero Gossip - oumar kobine layama
gossip.libero.it/search/oumar-kobine-layama‎
... in un'intervista a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, ... e da Oumar Kobine Layama, rispettivamente Arcivescovo e Imam di Bangui, capitale ... di Seleka, perché ricordava ai ribelli (in gran parte musulmani) che "rubare, .
AFRICA/CENTRAFRICA - "Se vogliamo la pace, bisogna essere ...
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6 giorni fa - Bangui (Agenzia Fides) - "Non possiamo ignorare quello che la Seleka ha fatto, ... a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, precisando che ... contro i musulmani, senza parlare di quello che la Seleka, ha fatto.
AFRICA/CENTRAL AFRICA - Imam of Bangui: "If we ... - Agenzia Fides
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6 giorni fa - Bangui (Agenzia Fides) - "We cannot ignore what Seleka has done, and provoked today's anti-Muslim reactions", said the Imam of Bangui, Oumar Kobine Layama in an interview with metronews.fr, stating that "some Imams.
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... la Seleka ha fatto, e che ha suscitato le odierne reazioni antimusulmane" ha affermato in un'intervista a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, ...
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... la Seleka ha fatto, e che ha suscitato le odierne reazioni antimusulmane" ha affermato in un'intervista a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, ...
Press Report - AFRICA/CENTRAFRICA - "Serve l'ONU": appello ...
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Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, e Omar Kobine Layama, Imam della ... Bangui - "Non possiamo ignorare quello che la Seleka ha fatto, e che ha ... in un'intervista a metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, ...
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17/giu/2013 - Bangui - "Non possiamo ignorare quello che la Seleka ha fatto, e che ... metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, precisando che ...
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01/mag/2013 - Bangui - "Non possiamo ignorare quello che la Seleka ha fatto, e che ... metronews.fr l'Iman di Bangui, Oumar Kobine Layama, precisando che ...
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For this reason, the NGO believes there is a need to monitor any "outbreaks of .... Bangui - "We cannot ignore what Seleka has done, and provoked today's ... said the Imam of Bangui, Oumar Kobine Layama in an interview with metronews.fr, ...
Muslim Seleka Rebels - india photos - Rediff.com
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ordine esecutivo 11110 Unius REI
2014-02-07 . [criminal king sharia Saudi Arabia ] AFRICA/CENTRAFRICA - "Cristiani e musulmani: lo stesso sangue, la stessa lingua, lo stesso Paese". Bangui (Agenzia Fides)-"Cristiani e musulmani: lo stesso sangue, la stessa lingua, lo stesso Paese"; è lo slogan che si può leggere su un cartello nella parrocchia di p. Dieudonné, giovane sacerdote della diocesi di Alindao, nella Repubblica Centrafricana. Secondo quanto riporta una nota della sezione francese di Aiuto alla Chiesa che Soffre, nel marzo 2013 a causa delle minacce dei ribelli Seleka p. Dieudonné era stato costretto a fuggire in piroga lungo il fiume Mbomou, trovando rifugio nella Repubblica Democratica del Congo.
Dopo qualche mese il sacerdote centrafricano era riuscito a tornare nella sua parrocchia, da dove ha assistito il 5 dicembre all'avanzata delle milizie anti balaka sulla capitale Bangui. Ne è seguito un periodo, non ancora concluso, di vendette e di contro vendette nei confronti degli appartenenti reali o presunti della Seleka, ma anche dei musulmani accusati di aver parteggiato con la ribellione. P. Dieudonné fin da subito è intervenuto per cercare di placare gli animi. L'8 dicembre vedendo attaccare i negozi di alcuni commercianti musulmani, ha chiamato il capo del quartiere e insieme a lui ha tentato di calmare gli esagitati e di proteggere le proprietà dei musulmani.
Da settimane p. Dieudonné ripete incessantemente nelle omelie che la violenza e l'odio sono assolutamente contrari agli insegnamenti del Vangelo. La parrocchia da lui amministrata ha organizzato delle giornate di preghiera e di riconciliazione tra cristiani e musulmani all'insegna dello slogan: "cristiani e musulmani: lo stesso sangue, la stessa lingua, lo stesso Paese".
Anche tra i musulmani si levano le voci di coloro che predicano la pace. In particolare l'Imam di Bangui, Oumar Kobine Layama, che ad agosto ha ricevuto minacce di morte de parte della dirigenza di Seleka, perché ricordava ai ribelli (in gran parte musulmani) che "rubare, uccidere, violentare le donne e terrorizzare la gente, è del tutto contrario a quello Dio esige da noi nel Corano".
L'Imam Oumar Kobine Layama, Mons. Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, e il Pastore Nicolas Guerékoyame Gbangou, Presidente delle Chiese Evangeliche, sono i tre leader religiosi che operano insieme per riconciliare i centrafricani. (L.M.) (Agenzia Fides 7/2/2014)
ordine esecutivo 11110 Unius REI
grazie ANSA Spa, Bildenberg massonica, per tutte queste notizie che tu non hai mai dato! quando vedremo in occidente una stampa che, non sia cristianofobica di farisei pezzi di merda come voi?
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open letter to king: terrorist jihad sharia: Saudi Arabia, Imam di Bangui said: condanno i tentativi dei gruppi islamici stranieri come: Aqui ( Al Qaeda nel Magreb islamico ), e il nigeriano Boko Haram, di inserirsi nella crisi centroafricana, per "vendicare i musulmani", "se la situzione di insicurezza perdura e le frontiere rimangono porose - ha spiegato l'Imam, noi temiamo che possano venire in CEntrafrica. Ma noi non abbiamo nulla a che fare con loro. Promettono di vendicare i musulmani, ma di cosa stiamo parlando? Noi musulmani non ciediamo vendetta. Dio ci raccomnda di essere attori di pace. E tutti i cristiani locali non sono impegnati contro i musulmani, anzi alcuni li proteggono in diverse parrocchie del Paese "
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open letter to king terrorist Saudi Arabia, criminal masonic system: FMI, ANSA, Spa Bildenberg [ about ] Imam di Bangui, io sto leggendo: Osservatore Romano, 8 Marzo 2014. Anno CLIV n.55(46597) pag.6. [] Imam di Bangui said: " Tutto quello che la Seleka ha fatto, quando erano al potere hanno saccheggiato, commesso violenze. Se i musulmani cetroafricani, non avessero optato per un silenzio complice, tutto questo non sarebbe durato più di un mese. La Seleka è la coalizione dei gruppi ribelli, in gran parte composta da musulmani, che aveva preso il potere in Centrafica, nel Marzo 2013, per poi essere cacciati dai gruppi anti-balaka, sovente descritti come composti da cristiani... eppure, hanno fatto crimini anche contro i cristiani... L'Imam Kobine - riferisce la agenzia FIDES - ha ribadito che nella crisi centroafricana, nessun leader religioso, di nessuna religione, ha mai istigato qualcuno all'odio... la prova è che, noi viviamo insieme, io vivo insieme all'arcivescovo cattolico di Bangui, insieme lanciamo appelli per la pace, insieme visitiamo gli sfollati "
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open letter to king terrorist Saudi Arabia, criminal ANSA Spa Bildenberg [] Imam di Bangui, ha detto: " Non possiamo ignorare, quello, che, la Seleka ha fatto, e, che ha suscitato, le odierne: reazioni anti-musulmane, nella Repubblica Centro Africana, Se, noi vogliamo la pace, noi dobbiamo essere imparziali e condannare tutte le violenze!" Questo è quanto lui ha afferrmato in una intervista a metronews.fr, francia l'Imam di Bangui, Oumar Kobine Layama, precisando che: "alcuni Imam presentano la situazione del Paese con una visione parziale; denunciano soolo le violenze dei cristiani contro i musulmani, senza parlare i quello che la Seleka ha fatto. [ queste, sono le affermazioni che, io ho fatto sempre, e che, ora io posso dimostrare: pubblicamente, ai crimiali Bush 322 Kerry ANSA, che, loro hanno sempre saputo la verità, di tutti questi genocidi islamici, in tutto il mondo! ma, con, la menzogna del gender demoniaco, io credo che Obama sia più cattivo e pericoloso di voi! ]
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open letter to king terrorist Saudi Arabia [perché, il tuo massonico ANSA, Spa, Bildenberg, non ha mai detto quello che Imam di Bangui, ha detto: " Non possiamo ignorare, quello che la Seleka ha fatto, e che ha susciatato, le odierne reazioni anti-musulmane, nella Repubblica Centro Africana, Se vogliamo la pace noi dobbiamo essere imparziali e condannare tutte le violenze!" ]